Indices

Analisi settimanale dei mercati: inflazione e utili sotto i riflettori

· Di Sergio Ávila

La borsa sconta una disinflazione graduale, ma la valutazione richiede maggiore precisione su macro e utili

Grafico giornaliero (1D) — TradingView · AMEX:SPY

Cosa è successo questa settimana

Chiusure di venerdì: massimi negli Stati Uniti ed Europa ancora solida, con ampiezza sufficiente ma non esuberante

Wall Street ha terminato la seduta di venerdì 8 maggio con l’S&P 500 a 7.398,93 punti, un progresso settimanale del 2,33%, con chiusura alle 22:46 CEST. Il Nasdaq Composite ha chiuso a 26.247,08, con un guadagno settimanale del 4,51%, alle 23:15 CEST.

In Europa, l’Euro Stoxx 50 ha chiuso a 5.911,53 venerdì 8 maggio, mentre l’IBEX 35 ha terminato a 17.889,40. Il tono europeo è stato più misto di quello statunitense, ma il livello assoluto resta coerente con una fase di espansione, non di stress.

La lettura dell’ampiezza è stata ragionevole. Il rapporto Russell 2000/S&P 500 si colloca intorno a 0,38, prendendo come riferimento la chiusura dell’S&P 500 e il riferimento del Russell 2000. Inoltre, il VIX ha chiuso vicino a 17 punti, una combinazione compatibile con appetito per il rischio. Il bias rialzista esiste, ma dipende ancora dal fatto che il mercato ampio accompagni la tecnologia.

Macro della settimana: l’occupazione USA si raffredda senza rompersi, e questo sostiene la narrativa sui tassi

Il dato macro dominante è stato il rapporto sul lavoro degli Stati Uniti di venerdì 8 maggio. Le buste paga non agricole sono aumentate di 115.000 posti di lavoro, al di sotto delle 178.000 precedenti, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,3%. Il segnale è chiaro: il mercato del lavoro perde slancio, ma non si deteriora in modo brusco.

Per gli asset rischiosi, questa combinazione è positiva nel breve termine. Un’occupazione più debole riduce la pressione sulla Federal Reserve. Un deterioramento ordinato sostiene multipli elevati. La sfumatura è importante: se il rallentamento si estende a salari e consumi, la lettura cambierebbe da disinflazione benigna a minore crescita nominale.

L’Europa guarda a questo dato con interesse diretto. Le banche europee possono beneficiare di curve meno aggressive, ma non vivono solo di tassi alti. Contano anche i crediti deteriorati, la qualità del credito e gli spread sovrani. Se il raffreddamento degli Stati Uniti trascina le aspettative globali, Santander e BBVA mantengono il sostegno grazie al margine finanziario, anche se con maggiore sensibilità al costo del rischio.

Cross-asset: euro solido, greggio più contenuto e un premio per il rischio azionario esiguo

Nel mercato valutario, l’EUR/USD quota intorno a 1,17, un livello coerente con un’aspettativa di differenziale dei tassi meno favorevole al dollaro. Nel reddito fisso, il Treasury decennale si aggira intorno al 4,9%, ancora troppo alto per giustificare un’espansione illimitata dei multipli.

Nelle materie prime, il Brent si muove vicino a 95,93 dollari e l’oro a 4.730,20 dollari. Un Brent meno sotto tensione favorisce i margini industriali e i consumi. Un oro così elevato indica che la domanda di copertura monetaria e geopolitica resta viva.

La valutazione relativa resta il punto centrale. Con l’S&P 500 a 7.398,93 e una stima interna dell’EPS forward 2026 intorno a 297 dollari, il P/E implicito si colloca vicino a 24,9 volte. L’earnings yield risultante è del 4,02%. Rispetto a un Treasury decennale vicino al 4,90%, l’ERP scende a -0,88%. Questo premio negativo non invalida il rally, ma richiede che utili e disinflazione continuino a confermarsi.

Cosa può muovere la prossima settimana

Risultati societari: Cisco e Applied Materials misureranno spesa tecnologica e capex industriale

La prossima settimana perde intensità in termini di volume, ma mantiene appuntamenti utili per validare il ciclo. Il mercato terrà d’occhio Cisco Systems mercoledì 13 maggio, presumibilmente dopo la chiusura di Wall Street, e Applied Materials giovedì 14 maggio, anch’essa nel pomeriggio negli Stati Uniti. Con l’orario di Madrid, questo colloca i riferimenti a partire dalla serata.

Cisco serve a misurare il polso della spesa corporate in reti e attrezzature. Applied Materials è più sensibile al ciclo di investimento nei semiconduttori e nella capacità produttiva. Se entrambe confermano solidità, Nvidia, ASML e il comparto delle attrezzature per chip manterranno supporto. Se la guidance delude, il rischio è una compressione dei multipli lungo tutta la catena.

Scenario base (55%): numeri solidi e guidance prudenti, con reazione neutrale o moderatamente positiva in semiconduttori e software. Scenario rialzista (25%): miglioramento chiaro di ordini e capex, con estensione del rally verso gli industriali tecnologici. Scenario avverso (20%): debolezza della domanda aziendale, calo degli ordini e rotazione verso i difensivi.

Macro: il CPI USA comanda e sarà il riferimento centrale per obbligazioni, dollaro e valutazione

Il principale riferimento macro sarà il CPI degli Stati Uniti di martedì 12 maggio. Il calendario di mercato colloca questa pubblicazione all’inizio della settimana, seguita dal PPI mercoledì 13 maggio e da altre cifre su attività e sentiment nella parte finale. Nell’orario di Madrid, il CPI sarà pubblicato presumibilmente alle 14:30 CEST, fascia abituale per i dati sull’inflazione statunitense.

La ragione è semplice. Con un S&P 500 che quota vicino a 25 volte gli utili forward, ogni decimo di inflazione altera la pendenza delle obbligazioni e lo sconto applicato alla tecnologia. Un dato benigno può sostenere il Nasdaq. Un dato forte aumenterebbe il rendimento reale e metterebbe sotto pressione gli asset di duration. Le utility come Iberdrola dipendono inoltre dal costo del debito, fattore chiave per la loro valutazione relativa.

Scenario base (50%): CPI in linea o un decimo sotto, con Treasury stabile, dollaro più morbido e continuità selettiva in borsa. Scenario rialzista (20%): inflazione chiaramente moderata, calo dei rendimenti e ampliamento del rally a small cap e consumi. Scenario avverso (30%): sorpresa al rialzo, rimbalzo del decennale, pressione sul growth e miglior comportamento relativo di banche, energia e dollaro.

Geopolitica: petrolio, Iran e offerta globale continueranno a dettare la sensibilità del mercato

La geopolitica mantiene un impatto diretto attraverso il canale energetico. La scorsa settimana il mercato ha lavorato sull’idea di una minore tensione attorno all’Iran e di un possibile sollievo sull’offerta di greggio, lettura che ha aiutato a moderare il petrolio e a sostenere l’azionario. Questo meccanismo di trasmissione è immediato: meno premio per il rischio nel Brent, meno pressione sull’inflazione e minore penalizzazione per consumi e obbligazioni.

L’effetto non è lineare. Un Brent più alto di 5 dollari peggiora le aspettative d’inflazione e mette sotto pressione compagnie aeree, trasporti e consumi discrezionali. Altera anche i conti con l’estero dell’Europa. Al contrario, le società energetiche integrate e alcune banche si comportano meglio se lo shock non danneggia la crescita. Per l’Europa, inoltre, un rialzo del greggio aumenterebbe la sensibilità sugli spread periferici.

Scenario base (60%): tensione contenuta, Brent stabilizzato nell’area media dei 90 dollari e supporto tattico per l’azionario globale. Scenario rialzista (15%): ulteriore distensione e calo del greggio, con miglioramento di consumi, trasporti e obbligazioni. Scenario avverso (25%): nuovo rialzo geopolitico, Brent sopra i 100 dollari e rotazione difensiva verso oro, dollaro ed energia.

Conclusione

Il quadro di mercato resta costruttivo, ma meno comodo di quanto suggeriscano i massimi. Wall Street ha chiuso venerdì 8 maggio con chiara forza e il Nasdaq è tornato a dominare. Tuttavia, il vero segnale istituzionale è nella valutazione relativa. Con un ERP negativo, la borsa non sale più perché è a buon mercato. Sale perché il mercato sconta una combinazione molto precisa: inflazione in calo, utili resilienti e assenza di shock energetico. Finché questo triangolo reggerà, i bias rialzisti potranno continuare a funzionare, soprattutto nella tecnologia di qualità, nei semiconduttori e nelle banche ben capitalizzate.

La tesi di base viene invalidata se il CPI sorprende al rialzo e spinge con forza il Treasury verso l’alto, o se la geopolitica riporta il Brent in un’area a tre cifre. In tal caso, l’aggiustamento colpirebbe prima la crescita a lunga duration e poi l’Europa ciclica. Le coperture più logiche restano l’oro, l’esposizione tattica al titolo di Stato statunitense se l’inflazione delude al ribasso, e un bias più difensivo nei settori con visibilità sui flussi di cassa. In Spagna, utility e consumi stabili possono attenuare, anche se nelle utility il costo del debito resta la variabile decisiva per il multiplo.

Questo articolo è informazione finanziaria generale e non costituisce una raccomandazione di investimento.

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