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L’Ibex 35 chiude con un rialzo dello 0,40% a 18.989,80 punti

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Ibex 35 hoy — análisis de mercados
  • L’Ibex 35 ha chiuso in positivo e meglio della maggior parte delle borse europee nonostante il peggioramento dei PMI della zona euro.
  • Repsol e le utility hanno sostenuto l’indice, mentre turismo, rinnovabili e industriali hanno concentrato i ribassi maggiori.
  • Monitoro il massimo di oggi e, soprattutto, le riunioni della Fed e della BCE della prossima settimana.

La borsa spagnola resiste meglio dell’Europa in una seduta di PMI deboli: Ibex 35 oggi

L’Ibex 35 oggi ha chiuso a 18.989,80 punti, con un rialzo dello 0,40% e un progresso di 76,30 punti. A me sembra una chiusura più solida di quanto suggerisca la percentuale: mentre l’Europa si è tinta di rosso dopo dei PMI deboli, Madrid ha trovato sostegno in Repsol e nel tono difensivo dei titoli utility come Iberdrola ed Endesa.

Grafico giornaliero di AMEX:EWP su TradingView. Negli indici uso come riferimento il loro ETF equivalente.

Come ha chiuso l’IBEX 35: meglio dei vicini nonostante il colpo macro

L’indice si è mosso tra un minimo di 18.803,60 e un massimo di 18.992,10 punti prima di terminare molto vicino alla parte alta del range. Questo lascia una lettura semplice: c’è stata pressione in vendita durante la seduta, ma il mercato spagnolo l’ha assorbita meglio di altri listini europei.

Il confronto aiuta. L’Euro Stoxx 50 ha ceduto lo 0,31%, lo Stoxx Europe 600 lo 0,31%, il DAX lo 0,75% e il CAC 40 lo 0,36%, mentre il FTSE MIB è salito dello 0,36% e Lisbona ha guadagnato lo 0,07%. Non è una chiusura brillante, ma sì una chiusura relativamente migliore, e in una settimana debole non è un dettaglio da poco.

Cosa ha mosso oggi la borsa spagnola

Il primo motore della giornata è stato il deterioramento dei PMI dell’area euro. La Francia ha deluso con un manifatturiero a 49,3 e un servizi a 48,4; la Germania ha tenuto meglio nell’industria, con 54,2, ma è stata debole nei servizi, con 51,7; e l’aggregato dell’area euro si è fermato a 52,4 nelle manifatture e a 51,7 nei servizi. Il messaggio non invita all’euforia: la crescita perde un po’ di slancio proprio quando il costo del denaro continua a pesare su valutazioni e finanziamento.

Il secondo canale è stato più utile per la Spagna. L’euro è sceso a 1,1202 dollari, il Brent è arretrato a 111,65 dollari e Wall Street ha aperto mista, con l’S&P 500 in negativo e il future del Nasdaq 100 in positivo. Questo mix ha favorito un Ibex molto settoriale: l’energia ha spinto con forza grazie a Repsol, e le utility hanno fatto da contrappeso alla debolezza di compagnie aeree, rinnovabili e alcuni titoli industriali.

Titoli che hanno guadagnato e perso di più

TitoloVar. %Motivo
Repsol+4,25%guida l’energia dell’indice
Endesa+2,08%rifugio difensivo
Rovi+1,18%rimbalzo selettivo
Indra-3,51%presa di profitto
IAG-3,12%penalizzazione al turismo
Solaria-2,35%pressione sulle rinnovabili

Repsol è stata la grande protagonista della chiusura, con un balzo del 4,25% fino a 29,46 euro, molto avanti rispetto al resto. Dietro sono apparsi Endesa, con il 2,08%, Rovi, con l’1,18%, e Naturgy, con l’1,11%; Cellnex ha aggiunto lo 0,96% e Iberdrola lo 0,74%. Quando l’indice regge mentre l’Europa scende, quasi sempre conviene guardare lì prima che al titolo generale.

Sul lato debole, Indra ha ceduto il 3,51%, IAG il 3,12% e Solaria il 2,35%. Hanno sofferto anche Telefónica, con l’1,73%, e ArcelorMittal, con l’1,11%, mentre Amadeus ha lasciato sul terreno lo 0,56%. La distribuzione lascia una traccia piuttosto chiara: pressione su crescita, turismo e ciclici; denaro in cerca di rifugio relativo in energia tradizionale e business regolamentati.

Settori: chi ha guidato e chi ha pesato

Per me, la fotografia settoriale della giornata è più rivelatrice della chiusura stessa. Hanno guidato petrolio e gas, utility e parte del profilo difensivo, con Repsol, Endesa, Iberdrola, Naturgy e Cellnex a sostenere l’indice. Hanno pesato rinnovabili, viaggi e industria, con Solaria, IAG, Indra e ArcelorMittal tra i peggiori. Questa distribuzione si adatta a un mercato che continua a premiare la cassa visibile e a penalizzare la sensibilità al ciclo quando i dati si indeboliscono.

Cosa monitorare la prossima settimana (ora di Madrid)

  • Lunedì 26/10, nessun riferimento del calendario economico incluso per la mattina europea.
  • Mercoledì 28/10, 19:00, comunicato del FOMC; 19:30, conferenza stampa della Fed.
  • Giovedì 29/10, 14:15, decisione sui tassi della BCE; 14:45, conferenza stampa.
  • Lunedì 26/10 Wall Street aprirà alle 14:30 e chiuderà alle 21:00 a Madrid.

La mia lettura

Io resto con due idee. La prima: l’Ibex si è comportato ancora una volta meglio dell’Europa, ma lo ha fatto per composizione, non perché il quadro macro sia migliorato. Quando l’indice sale con Repsol in forte rialzo e utility forti, mentre i PMI europei si raffreddano, vedo più difesa che vero appetito per il rischio. Questo non invalida il movimento; semplicemente lo colloca nel suo contesto.

Ciò che mi farebbe cambiare tono sarebbe vedere l’indice stabilizzarsi sopra il massimo intraday di oggi, a 18.992,10 punti, e farlo con una partecipazione più ampia di banche e ciclici. Se non accadrà, continuerò a leggere questo rimbalzo come resistenza tattica dentro una settimana debole, con un calo dell’1,74% in cinque sedute. Il rischio principale è abbastanza chiaro: che la BCE di giovedì 29 ottobre alle 14:15 mantenga un orientamento restrittivo in un contesto di attività che perde trazione. Il mercato tende a chiedere denaro facile prima del tempo. Io preferisco diffidare finché i dati non diranno altro.

Per approfondire

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Questo articolo è informazione finanziaria generale e non costituisce una raccomandazione di investimento. Investire comporta il rischio di perdere il capitale investito.

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