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Analisi settimanale dei mercati: occupazione, petrolio e tecnologia

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análisis semanal mercados — análisis de mercados
  • Wall Street è avanzata, ma il calo relativo del Russell 2000 rivela una partecipazione più ristretta di quanto sarebbe auspicabile.
  • L’occupazione e il PCE decideranno se gli utili possono compensare un Treasury statunitense attestato sopra il 5%.
  • Micron e la situazione a Ormuz segneranno l’equilibrio tra tecnologia, inflazione energetica e valutazione di Borsa.

Analisi settimanale dei mercati: l’occupazione deciderà tra utili e tassi: Analisi settimanale dei mercati:

analisi settimanale dei mercati: analisi aggiornata con contesto per gli investitori.

Analisi settimanale dei mercati:: analisi aggiornata con contesto per gli investitori.

L’analisi settimanale dei mercati mostra indici solidi, ma una partecipazione disomogenea e una valutazione tirata rispetto al Treasury statunitense.

  • 📊 Il Nasdaq ha guadagnato il 2,06% su base settimanale e ha chiuso venerdì a 27.068,72 punti.
  • 💵 Il Treasury decennale ha terminato al 5,18%, riducendo l’attrattiva relativa delle azioni.
  • 🛢️ Il Brent ha chiuso a 97,73 dollari dopo aver oscillato tra 96,39 e 108,23 dollari nelle ultime due sedute.
Grafico giornaliero (1D) — TradingView · AMEX:SPY

Che cosa è successo questa settimana

Gli indici salgono, ma le piccole società perdono partecipazione

L’S&P 500 ha chiuso venerdì 25 settembre a 7.743,41 punti, con un progresso settimanale dell’1,21%. La chiusura ufficiale è stata alle 22:00 CEST, 14:00 a Città del Messico.

Il Nasdaq Composite ha terminato a 27.068,72 punti, con un +2,06% settimanale. Anche la sua chiusura è corrisposta alle 22:00 CEST, 14:00 a Città del Messico.

L’Euro Stoxx 50 ha chiuso a 6.298,15 punti, con un +0,99% settimanale, alle 17:30 CEST. L’IBEX 35 ha concluso a 19.700,10 punti, con un +0,95%, alle 17:35 CEST.

La lettura tecnica mantiene l’S&P 500 tra il supporto di 7.650,50 e la resistenza settimanale di 7.782,19. Il superamento di tale resistenza amplierebbe il potenziale movimento verso 8.000 punti.

Il Nasdaq conserva un supporto a 26.522,54 e trova offerta a 27.288,79. Nvidia e il comparto dei semiconduttori continuano a determinare l’inclinazione dell’indice.

L’ampiezza del mercato offre un segnale più prudente. Il Russell 2000 è sceso dello 0,80% su base settimanale, a 2.837,55 punti, mentre l’S&P 500 è avanzato dell’1,21%.

Il rapporto Russell 2000/S&P 500 è sceso da 0,3739 a 0,3664, una contrazione settimanale dell’1,99%. Il VIX ha chiuso a 14,87 punti.

La combinazione riflette una concentrazione nelle large cap. Non invalida il rialzo, ma aumenta la dipendenza da Nvidia, Microsoft, Amazon e altre società tecnologiche.

In Europa, 6.236,20 punti fungono da supporto per l’Euro Stoxx 50. L’IBEX mantiene 19.513,80 come riferimento, con 19.819,10 come prima resistenza.

Il mercato del lavoro resiste più del previsto

Le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione sono scese a 197.000, contro le 201.000 attese. La lettura precedente si è attestata a 198.000 richieste.

Gli ordini di beni durevoli sono aumentati dell’1,1% mensile ad agosto. Il consenso si attendeva un calo dello 0,4%, segnalando investimenti aziendali ancora resilienti.

Entrambi i dati hanno rafforzato la percezione di un’attività solida. Hanno anche limitato la possibilità di un rapido allentamento monetario dopo l’inasprimento deciso dalla Federal Reserve.

Un mercato del lavoro solido protegge consumi e ricavi bancari. Tuttavia, tassi più alti più a lungo mettono sotto pressione il mercato immobiliare, il credito al consumo e le valutazioni growth.

Per Santander e BBVA, una curva elevata sostiene i margini finanziari. L’utile dipende anche dalla morosità, dalla qualità del credito e dalla stabilità degli spread sovrani.

Inditex riceve supporto da una domanda ancora resiliente. La sua elasticità dei margini dipenderà dal costo logistico, dalle valute e dalla capacità di mantenere i prezzi.

Obbligazioni care, oro solido e petrolio condizionato da Hormuz

L’EUR/USD ha terminato venerdì a 1,1392 dollari per euro. La valuta europea conserva un supporto tecnico a 1,1300 e una resistenza immediata a 1,1450.

Il Brent ha chiuso a 97,73 dollari al barile, contro i 103,87 dollari della settimana precedente. Il calo settimanale è stato del 5,91% nonostante la tensione regionale.

L’oro ha concluso a 4.320,50 dollari l’oncia. La sua forza è notevole a fronte di un rendimento del Treasury statunitense a dieci anni del 5,18%.

L’S&P 500 quota a 21,2 volte l’EPS 2026 di 365 dollari stimato da Barclays. Sui 425 dollari previsti per il 2027, il multiplo scende a 18,2 volte.

Con il P/E 2026, il rendimento implicito degli utili raggiunge il 4,71%. Sottraendo il Treasury al 5,18%, l’ERP si colloca a -0,47 punti percentuali.

Questo ERP negativo indica un premio insufficiente rispetto al debito pubblico. Gli utili devono superare le previsioni per giustificare un’ulteriore espansione del multiplo.

Iberdrola conserva qualità difensive ed esposizione alle reti. La sua valutazione resta sensibile al costo del debito, soprattutto con tassi lunghi statunitensi sopra il 5%.

L’oro offre copertura contro l’inflazione energetica e il rischio politico. Il Brent mantiene una distribuzione asimmetrica, perché qualsiasi interruzione logistica potrebbe invertire rapidamente la sua discesa.

Che cosa può muovere la prossima settimana

Micron e Carnival misureranno tecnologia, investimenti e consumi

Carnival pubblicherà i risultati martedì 29 settembre prima delle 15:30 CEST, 07:30 a Città del Messico. Il mercato monitorerà prenotazioni, prezzi e carburante.

Micron presenterà i conti mercoledì 30 settembre dopo le 22:00 CEST, 14:00 a Città del Messico. Le sue previsioni influenzeranno memoria, server e intelligenza artificiale.

Micron sarà il riferimento per Nvidia, ASML e i fornitori di data center. Saranno importanti i prezzi della memoria, le scorte e la spesa in conto capitale.

Carnival offrirà informazioni sui consumi discrezionali. Una domanda solida non garantisce margini migliori se carburante, salari e finanziamento assorbono la crescita dei ricavi.

Scenario base (55%): Micron rispetta le previsioni e Carnival conferma prenotazioni stabili; il Nasdaq consolida sopra 26.900 e Inditex mantiene forza relativa. Scenario rialzista (25%): Micron alza la guidance e riattiva gli acquisti su Nvidia e ASML; il Nasdaq supera 27.288,79. Scenario avverso (20%): margini deboli o capex inferiore mettono sotto pressione semiconduttori e consumi.

La reazione sarà più importante dell’utile pubblicato. Con multipli tirati, una guidance semplicemente allineata può attivare prese di profitto.

PCE e occupazione definiranno il prossimo movimento dei tassi

Il PCE core di agosto arriverà mercoledì 30 settembre alle 14:30 CEST, 06:30 a Città del Messico. Il consenso si attende un +0,3% mensile.

Il tasso core annuale si attesterebbe al 3,2%, contro il precedente 3,3%. Un calo moderato non eliminerebbe la pressione proveniente da energia e salari.

Venerdì 2 ottobre, sempre alle 14:30 CEST, 06:30 a Città del Messico, saranno pubblicate le buste paga non agricole di settembre.

Il consenso più recente indica 100.000 posti di lavoro, contro i precedenti 162.000. Il tasso di disoccupazione potrebbe salire dal 4,1% al 4,2%.

Scenario base (50%): PCE core al 3,2% e occupazione vicina a 100.000; l’S&P 500 oscilla tra 7.650 e 7.820. Scenario rialzista (30%): inflazione e salari sorprendono al ribasso; il Treasury scende e rimbalzano Nasdaq, oro e Iberdrola. Scenario avverso (20%): occupazione forte e inflazione superiore; il Treasury supera il 5,25% e comprime i multipli.

Per le borse latinoamericane, un dollaro moderato allevierebbe il finanziamento e favorirebbe i flussi. Un rialzo dei tassi statunitensi metterebbe sotto pressione valute, debito locale e società indebitate.

Hormuz mantiene aperto il premio geopolitico del petrolio

Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran continuerà a concentrare l’attenzione. Il mercato valuterà sanzioni, sicurezza marittima e capacità esportatrice del Golfo.

Il riferimento sarà la continuità del traffico attraverso lo stretto di Hormuz. Conta anche il ripristino dell’oleodotto saudita Est-Ovest, alternativa parziale per le esportazioni.

Il Brent ha superato i 108 dollari durante l’escalation regionale. Un ulteriore blocco potrebbe riportarlo sopra quel livello e avvicinarlo a 115 dollari.

Un rialzo di dieci dollari aggiungerebbe pressione inflazionistica e ridurrebbe il reddito disponibile. Compagnie aeree, trasporti e consumi ne risentirebbero, mentre petroliferi e oro acquisterebbero attrattiva relativa.

Scenario base (55%): traffico irregolare, ma operativo; Brent tra 94 e 105 dollari, con Repsol solida e consumi contenuti. Scenario rialzista (20%): progressi diplomatici riducono il premio; il Brent perde i 94 dollari e migliora l’Euro Stoxx 50. Scenario avverso (25%): nuove sanzioni o attacchi spingono il Brent verso 115 dollari e l’oro sopra 4.400.

Le banche europee affronterebbero effetti misti. Più inflazione sosterrebbe i tassi, ma aumenterebbe la morosità, indebolirebbe il credito e amplierebbe gli spread sovrani.

Conclusione

Lo scenario base mantiene un’inclinazione moderatamente positiva, anche se richiede disciplina nei prezzi di ingresso. S&P 500 e Nasdaq conservano strutture ascendenti sopra 7.650,50 e 26.522,54 punti. Il segnale perde qualità perché il Russell 2000 non accompagna e l’ERP 2026 resta a -0,47 punti. Conviene privilegiare società con crescita visibile, cassa solida e capacità di difendere i margini. Nvidia e ASML devono convalidare il ciclo degli investimenti attraverso le previsioni di Micron. Santander e BBVA possono sostenere gli utili con tassi elevati, purché morosità e spread restino sotto controllo. Inditex offre qualità operativa, ma resta esposta a consumi, logistica e valute. Iberdrola apporta stabilità, anche se un rendimento americano superiore al 5,25% innalzerebbe il suo costo relativo del capitale.

La tesi verrebbe invalidata se l’S&P 500 perdesse i 7.650,50 punti e il Nasdaq chiudesse sotto 26.522,54. Una rottura simultanea con VIX sopra 20 confermerebbe un deterioramento tecnico. Anche un Brent sopra 115 dollari o un Treasury stabilmente oltre il 5,25% cambierebbero lo scenario. In tal caso, ridurrei l’esposizione alla crescita senza utili e ai consumi a leva. L’oro funziona come copertura contro inflazione, conflitto e perdita di fiducia monetaria. Liquidità in dollari e obbligazioni a breve scadenza offrono difesa in caso di rialzo della volatilità. Una posizione selettiva nell’energia copre le interruzioni petrolifere. Per i portafogli europei, le utility regolamentate apportano stabilità, ma devono essere combinate con scadenze brevi. La prossima settimana richiede di osservare occupazione, inflazione e guidance aziendali prima di aumentare il rischio.

Questo articolo è informazione finanziaria generale e non costituisce una raccomandazione di investimento.

Continua a leggere sul blog: Wall Street oggi: il Dow guida e il greggio allenta e Wall Street oggi: chiusura ribassista per tassi e petrolio.

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